Il progetto
Spazi frammentati diventano un paesaggio pubblico continuo e riconoscibile.
La riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII a Gorgonzola ricompone spazi frammentati dalla viabilità e dalla sosta, trasformandoli in un paesaggio pubblico continuo, accessibile e riconoscibile. Il progetto mette in relazione le funzioni che animano il luogo – la chiesa di San Carlo, le scuole, l’oratorio, l’Accademia Martesana e la Palazzina delle Associazioni – per costruire una nuova centralità.
La pedonalizzazione del cuore dell’area restituisce spazio alle persone e genera tre ambienti complementari, uniti da un boulevard ciclopedonale. La nuova piazza della chiesa conserva la grande quercia esistente, attorno alla quale una sottile vasca d’acqua contribuisce al raffrescamento estivo. Filari alberati, sedute e pavimentazioni in pietra definiscono un luogo raccolto e ombreggiato, una sorta di chiostro contemporaneo aperto alle celebrazioni, agli incontri e agli eventi civici.

Tre ambienti complementari, uniti da un boulevard ciclopedonale.
In asse con la scuola dell’infanzia, lo spazio ludico diventa parte integrante della piazza: un ambiente libero e inclusivo, senza recinti, modellato da piccoli rilievi, superfici antitrauma, reti e strutture per il gioco. Alberi ornamentali e quinte vegetali proteggono l’area e creano un piccolo bosco da esplorare, mentre le sedute laterali accolgono gli adulti.
Il boulevard costituisce l’ossatura del progetto e ristabilisce la connessione est-ovest tra scuole, piazza, area giochi e parcheggio. Quest’ultimo, razionalizzato e ombreggiato, mantiene la funzione di parcheggio ma può trasformarsi in una seconda piazza per mercati, feste e usi temporanei.
Natura, acqua e socialità ricostruiscono un nuovo senso di appartenenza.
La strategia paesaggistica combina depavimentazione, calcestruzzo drenante, rain garden e aiuole di bioritenzione per restituire al suolo la sua funzione di “spugna”. Le nuove alberature aumentano biodiversità, ombra e comfort climatico, mentre una superficie continua e priva di barriere garantisce piena accessibilità. Il risultato è uno spazio flessibile e intergenerazionale, dove natura, acqua e socialità ricostruiscono un nuovo senso di appartenenza.










